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Quale crisi scegli?

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Quale crisi scegli?

Oggi mi sono imbattuta in una parola davvero interessante: la parola CRISI.

Leggendo un testo che fa riferimento a diversi argomenti di Medicina Tradizionale Cinese, ho trovato che la parola cinese “crisi” è wēijī è formata da wēi che significa propriamente “disastro” e che significa “opportunità”. Lo trovo geniale, davvero:

avere unopportunità in una situazione problematica

Mi piace!
Cercando un po’ su internet scopro, però, che c’è una diatriba o per meglio dire una polemica piuttosto accesa sulla questione!

Il fatto è che il significato delle parole in lingua cinese è fortemente determinato dal contesto all’interno del quale vengono inserite.

A tal proposito, il prof. Victor H. Mair, docente di Lingua e Letteratura Cinese all’Università della Pennsylvania sottolinea come la parola non significhi necessariamente “opportunità” e suggerisce che jī in wēijī sia più vicino, come significato, a “punto cruciale” che a “opportunità”[1].

Quindi la crisi sarebbe il punto cruciale di un disastro, il culmine.

Anche questo avrebbe senso per quanto meno romantico ed ispiratore del precedente!

Procedendo nella ricerca, verifico che la parola italiana deriva dal latino crisis, e dal greco κρíσις “scelta, decisione, fase decisiva di una malattia” derivato di κρíνω “distinguere, giudicare”[2]. Questo ci porta ancora da un’altra parte, non trovi?

La crisi ci porta a dover scegliere, a dover prendere una decisione.

Trovo davvero interessante notare la grande differenza tra le due definizioni!
Da un lato il dover prendere una decisione della definizione occidentale, dall’altro, la descrizione (più o meno romantica) dell’approccio orientale.

La necessità di agire di fronte a un evento rispetto alla narrazione dell’ evento.

Ed ecco che, a mio parere, il fare occidentale prende il sopravvento sull’essere orientale.

Da qui alcuni interrogativi: cosa stimola l’una o l’altra definizione in te?

Quale delle due prospettive risuona di più in te?

Qualsiasi sia la tua risposta è sicuramente sensata.

A me viene in mente che, molto spesso, la velocità e la voglia di risolvere non ci consentono di vedere e accogliere le cose per quello che sono.
Forse potremmo provare a rallentare un po’, concedendoci del tempo per osservare ciò che ci accade. Potremmo imparare a vedere le situazioni per quello che sono senza inquinare lo sguardo dalla necessità di dover trovare immediatamente una soluzione.

Gaia


[1] Fonte: Wikipedia
[2] Fonte: Treccani Web

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