Yin/Yang, e/o?
Siamo ormai abituati a vedere il simbolo del taijitu come espressione di unità (il cerchio bianco e nero in cui troviamo un puntino nero dentro lo spazio bianco e un puntino bianco dentro lo spazio nero).
Fin dalla prima volta in cui l’ho visto, mi è sembrato un simbolo davvero bellissimo ma, all’età di 10 anni, sebbene lo disegnassi ovunque, non ero realmente in grado di coglierne il senso profondo.
Per noi occidentali infatti (cresciuti in un sistema culturale di tipo dualistico) risulta un po’ ostico comprendere la possibilità del principio unitario dello Yin/Yang.
Infatti, la lettura più immediata che ne viene data è sempre in un ottica binaria di bene/male, bianco/nero, giorno notte e così via …
Il fatto è che vediamo il mondo come un “o/o” anziché aprirci alla possibilità di un “e/e”. Se ci pensiamo bene, nel primo caso si parla di esclusione, nel secondo di inclusione.
Ora, la realtà in cui viviamo è fatta di definizioni, di identificazioni e non c’è niente di male, anzi. Inoltre, proprio per la natura di questa dimensione, siamo spesso chiamati a scegliere (più o meno consapevolmente, ma questa è un’altra storia!).
Vi propongo un’immagine: se lancio una monetina in aria, questa atterrerà sul mio palmo mostrando il lato “testa” o il lato “croce”, giusto? Bene, la domanda è:
La moneta è “testa O croce”?
Non ha senso dirlo così, vero? La moneta non è né testa né croce. La moneta è, semplicemente, un oggetto con due facce.
Di fatto è “testa E croce”, contemporaneamente. Ecco, pur semplificando molto, si può dire che il principio Yin/Yang esprime esattamente questo: due aspetti di un UNICA manifestazione (e/e).
A questo punto, mi piacerebbe andare un pochino oltre con il pensiero …
Torniamo alla nostra monetina: possiamo esprimere un giudizio di merito sul fatto che la monetina è testa e croce allo stesso momento? Possiamo dire che è “più moneta” sul lato della testa rispetto al lato della croce? No. Possiamo dire di preferire un lato all’altro ma, così è! La moneta è testa E croce, contemporaneamente.
Certo, con una moneta è facile da vedere e da accettare, compito più arduo è provare ad espandere questo principio ad ogni esperienza.
Faccio un altro esempio: sono in auto e mi trovo di fronte ad un bivio. Sceglierò una strada o l’altra a seconda di dove devo andare. Di fatto, se ci penso, sono in viaggio e lo sono sia scegliendo di andare a destra che a sinistra.
La domanda a questo punto è: possiamo imparare ad avere uno sguardo più ampio, su ogni aspetto della nostra vita e renderci conto che siamo tutti parte di una stessa cosa?
Possiamo comprendere ed accettare che chi “non è me” è “altro” ma allo stesso tempo “parte” di uno stesso sistema?
Possiamo allontanare la telecamera da sopra la nostra testa e vedere la stanza, il palazzo, la città, il Paese, il Continente … la Terra e renderci conto che siamo tutti qui, nello stesso posto ed ognuno di noi ha senso nella sua presenza?
Ognuno di noi È. Rendiamocene conto
Possiamo imparare a vivere nella pienezza della realtà
Gaia Satya

