Vieni a fare un “Bagno di Gong”?
“Vieni a fare un Bagno di Gong domani sera?” mi chiesero.
Sono sincera, la prima cosa che ho pensato è stata: servirà il costume? Adesso mi viene da ridere ma è bello anche così, perché in fondo, le parole, sono evocative e non c’è niente di male se alla parola “Bagno” la mia mente ha associato “costume da…”.
La seconda immagine che ha raggiunto la mia mente è stata quella di un grande omone, tipicamente giapponese, (s)vestito da lottatore di Sumo che, con potenza inaudita, armato di un grande batacchio, colpisce ripetutamente un grande piatto dorato appeso il cui suono emesso è del tipo: “DDDOOOONG….DDOOOONG…” e così via.
Oggi, dopo quasi 8 anni, mi sento di dire che
il bagno di Gong è una esperienza immersiva, totale e autentica come fare un bagno nudi di notte nell’oceano
Di fronte al suono, infatti siamo tutti nudi: possiamo indossare qualsiasi capo di abbigliamento più o meno pesante ma il suono arriverà come un’onda invisibile a giocare con tutte le nostre cellule.
Il suono ci immerge, ci circonda e, meglio di un qualsiasi impianto Dolby Surround, ci porta in una dimensione diversa.
Di fronte al suono, siamo totalmente e meravigliosamente “vulnerabili”.
Il suono ha un enorme potere terapeutico perché, attraverso un codice tanto invisibile quanto sottile (le vibrazioni), è in grado di
superare le barriere razionali della mente oltrepassando totalmente la soglia della coscienza
La nostra vibrazione personale si innalza volenti o nolenti.
Non mi soffermerò su tutti gli effetti benefici e sulle varie specificità scientifiche proprie del suono del Gong (lunghezza dell’onda…) ma, posso assicurarvi che, un’esperienza come quella del suono del Gong, è qualcosa di assolutamente unico ed irripetibile.
Vi potrei raccontare che, durante il primo Bagno di Gong a cui ho partecipato, ho sentito il suono della pioggia, il suono del mare e una sensazione uditiva del tutto particolare che non saprei spiegare. Un’altra volta mi sono arrivate delle immagini davanti agli occhi e ricordo che, quando dovevo togliere il dente del giudizio, è stato come se il suono si fosse concentrato tutto in quel punto. Insomma, ogni volta l’esperienza cambia perché cambiamo noi e le condizioni in cui ci troviamo.
Il suono del Gong è qualcosa di magico che le parole e la ragione difficilmente riescono a spiegare
Dopo molti anni di amore incondizionato e di rispetto quasi reverenziale nei confronti di quel Disco Meraviglioso, ho deciso di seguire il Corso per poterlo suonare* e, posso affermare con estrema sincerità che, tenere il battente in mano e seguire l’onda del suono è un’esperienza fantastica.
La domanda di oggi è: “vuoi venire a fare un bagno di Gong?”
*In realtà, il Gong non si suona, il gong viene stimolato.
L’operatore non è che “la mano che muove il battente”, il suono esce, così come deve.
Gaia Satya

