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Dall’ascolto all’espressione

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Dall’ascolto all’espressione

Mi piacerebbe fare un piccolo passo in avanti rispetto alla riflessione della scorsa settimana…

Ricordo la prima volta che ho ascoltato veramente

Era l’ultima giornata di un bellissimo corso di Massaggio -il Lomi Lomi Hawaiano– (faccio una piccola digressione: non so se lo sapete ma, quando si partecipa ad un corso di massaggi, si pratica e si riceve quindi l’esperienza è sempre molto forte ed intensa…). Dovevo ricevere l’ultimo trattamento, quello conclusivo, da un mio compagno di corso e ricordo che dissi tra me e me: “cerca di goderti il massaggio e non preoccuparti di seguire il percorso né tanto meno l’azione di Francesco”. Ero veramente intenzionata a lasciarmi andare ma, mio malgrado, la mia attenzione rimase molto alta. Infatti, al momento del confronto finale lui mi disse: “effettivamente non sono stato molto tranquillo perché mi sono sentito giudicato, come se seguissi passo passo ogni manovra!” Se avessi ricevuto uno schiaffo a mano aperta sul viso, forse mi sarei sentita meno mortificata e dispiaciuta.

D’altro canto, la cosa meravigliosa che accadde fu che mi resi conto di essere un soggetto altamente giudicante! Sempre estremamente attenta alla tecnica, al singolo passaggio ed il bello (si fa per dire!) era che non me ne rendevo minimamente conto!

Con estrema semplicità e grazie alla gentilezza e sincerità di Francesco, ho compreso due cose:

  • Quanto più il giudice è presente, tanto meno è possibile “ascoltare”
  • Quanto più il giudice è presente, tanto meno c’è spazio per l’”espressione

I giorni successivi al corso sono stati meravigliosi: con grande entusiasmo ascoltavo veramente! Continuavo a ripetere tra me e me: “le persone hanno veramente tante cose da dire, al di là del mio pensiero!”.

Per me fu una vera epifania

Una volta liberato il giudice degli altri, ho imparato a far riposare anche il giudice che, in continuazione controllava quasi ogni mia azione e sapete cosa è accaduto? Ho imparato ad ascoltarMi senza dare troppo retta alla mente che, incessantemente lavora per prendere il sopravvento!

Insomma, quando impariamo a mollare il giudizio, lasciamo che le cose siano e si esprimano per quello che sono.

Credo che questo consenta a noi e a chi sta intorno a noi di

Essere senza Fare

Vorrei spingermi ancora più in là aggiungendo un’ulteriore considerazione: quando lasciamo andare il giudizio, ci mettiamo in contatto con la nostra parte più autentica.

Quando questo avviene ci esprimiamo per quello che siamo e per quello che siamo destinati a fare qui, su questo piano terreno:

Lì, in quel momento, possiamo contattare la felicità più autentica!

Dalla tecnica all’ascolto
dall’ascolto all’espressione
dall’espressione alla felicità

Gaia

Gaia Satya

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