Leggero o superficiale?
Siamo abituati a pensare che per andare in profondità sia necessario essere pesanti. Questo sia in senso figurato che non.
Mi capita spesso, quando lavoro con lo Shiatsu, che i riceventi si stupiscano della leggerezza e allo stesso tempo della profondità del tocco.
Il punto è che
leggero non è sinonimo di superficiale
Essere leggeri significa non pesare sull’altro.
Significa raccontarsi e proporsi con la stessa delicata bellezza di una farfalla che arriva, si mostra con i suoi colori e poi vola via, lasciando comunque qualcosa.
Diversamente, se dovessi rappresentare il concetto di “superficiale” direi che è un po’ come un grillo. Lui zompetta di qua e di là senza poggiarsi da nessuna parte, senza dare la possibilità di essere visto per ciò che è.
C’è differenza, vero? Credo di si.
Essere leggeri significa anche non prendersi troppo sul serio, ridere di noi stessi e della nostra fallibilità.
“Ancora più divertente dell’uomo che è stato reso ridicolo è quello che, quando gli succede qualcosa di bizzarro, si rifiuta di ammetterlo e si sforza di mantenere la sua dignità”
Charlie Chaplin
Riuscite a vederlo? Personalmente, la prima volta che ho letto questa frase ho immaginato un uomo in tailleur scuro con tanto di cappello che, dopo essere stato annunciato con titoli importanti e pomposi elogi, entra in una stanza e, inciampando, cade rovinosamente a terra. Istantaneamente si rialza, facendo finta di niente…
L’esigenza di dissimulare fa sicuramente il paio con l’esigenza dell’Ego di essere riconosciuto…ma di questo ne parleremo un’altra volta!
Quando impariamo ad essere leggeri, la vita inevitabilmente si alleggerisce.
Gaia Satya

